La firma nucleare
Così la crisi economica e il grand bargain sull’Iran hanno scritto lo Start II
Il nuovo Strategic Arms Reduction Treaty (Start), che sarà firmato oggi a Praga da Barack Obama e Dmitri Medvedev, è tanto fragile quanto utile a Stati Uniti e Russia. Al di là della retorica su “un mondo senza armi nucleari”, Start II è il simbolo del riavvicinamento – alcuni dicono “nuovo inizio” – tra i due ex nemici della Guerra fredda. La riduzione di un terzo delle testate nucleari – al massimo 1.550 ciascuno – e dei vettori strategici – non più di 800 missili, bombardieri e sottomarini – fa comodo a entrambi in tempi di crisi economica e deficit storici. La sacralizzazione degli equilibri di potenza faciliterà la cooperazione sull’unica minaccia nucleare incombente.

Il nuovo Strategic Arms Reduction Treaty (Start), che sarà firmato oggi a Praga da Barack Obama e Dmitri Medvedev, è tanto fragile quanto utile a Stati Uniti e Russia. Al di là della retorica su “un mondo senza armi nucleari”, Start II è il simbolo del riavvicinamento – alcuni dicono “nuovo inizio” – tra i due ex nemici della Guerra fredda. La riduzione di un terzo delle testate nucleari – al massimo 1.550 ciascuno – e dei vettori strategici – non più di 800 missili, bombardieri e sottomarini – fa comodo a entrambi in tempi di crisi economica e deficit storici. La sacralizzazione degli equilibri di potenza faciliterà la cooperazione sull’unica minaccia nucleare incombente: l’Iran, che ieri ha promesso di “rompere i denti” a Obama, dopo che il presidente ha mantenuto la Repubblica islamica nel mirino del suo arsenale atomico.
Ma il nuovo Start è ancora in bilico. La ratifica da parte del Congresso americano non è scontata: Obama non ha i 67 voti necessari al Senato. Tutto dipende da una decina di repubblicani, che due ricercatori del James Martin Center for Nonproliferation Studies hanno definito “la decisiva dozzina” e che potrebbero condizionare il “sì” a Start al ritorno dello scudo missilistico americano nell’Europa dell’est. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, invece, minaccia già di “abbandonare Start, se un rafforzamento quantitativo e qualitativo del potenziale antimissile strategico degli Stati Uniti intaccherà significativamente l’efficienza delle forze strategiche russe”.
Il “Nuclear Posture Review” di Obama, pubblicato martedì, dice, in sostanza, che Iran, Corea del nord e al Qaida con la bomba sono una minaccia maggiore dell’atomica russa o cinese. Per la Russia le ragioni economiche prevalgono sulla fine della Guerra fredda. “Costerebbe moltissimo aggiornare gli elementi dell’attuale arsenale nucleare russo”, spiega Alexander Rahr del German Council on Foreign Relations. Con un pil pari a quello della California e nel pieno della più grave crisi economica dal tracollo del 1998, la Russia non riesce a stare dietro agli Stati Uniti. Ora Mosca può dismettere una parte dei vecchi bombardieri Tupulev TU-95 e 160, i missili SS-18 e alcuni sottomarini balistici di classe Delta. Anche per gli Stati Uniti, alle prese con un debito record, sono in vista risparmi, grazie al taglio dei vettori (come i bombardieri B-52) e dei costi della manutenzione delle testate. Per la causa del disarmo globale, gli analisti concordano: Start II è un modesto progresso rispetto al tetto di 2.200 testate di Start I.
Il “Nuclear Posture Review” di Obama, pubblicato martedì, dice, in sostanza, che Iran, Corea del nord e al Qaida con la bomba sono una minaccia maggiore dell’atomica russa o cinese. Per la Russia le ragioni economiche prevalgono sulla fine della Guerra fredda. “Costerebbe moltissimo aggiornare gli elementi dell’attuale arsenale nucleare russo”, spiega Alexander Rahr del German Council on Foreign Relations. Con un pil pari a quello della California e nel pieno della più grave crisi economica dal tracollo del 1998, la Russia non riesce a stare dietro agli Stati Uniti. Ora Mosca può dismettere una parte dei vecchi bombardieri Tupulev TU-95 e 160, i missili SS-18 e alcuni sottomarini balistici di classe Delta. Anche per gli Stati Uniti, alle prese con un debito record, sono in vista risparmi, grazie al taglio dei vettori (come i bombardieri B-52) e dei costi della manutenzione delle testate. Per la causa del disarmo globale, gli analisti concordano: Start II è un modesto progresso rispetto al tetto di 2.200 testate di Start I.
C’è una divergenza di fondo tra le dottrine nucleari di America e Russia: “L’America ha meno bisogno delle sue armi nucleari, perché sposta l’attenzione verso le armi convenzionali di alta precisione”, dice Alexander Konovalov, presidente dell’Institute for Strategic Assessments di Mosca. “La Russia dipende sempre più dal suo deterrente nucleare come fondamento della sicurezza nazionale”. Ma Start II, con la modifica dello scudo missilistico e la rinuncia ad allargare la Nato, rientra nel “reset” che Obama ha voluto per ristabilire le sfere di influenza e l’equilibrio tra le due potenze, in cambio del sostegno russo sul dossier Iran.